AMANDOTI

I Måneskin, in gara nella categoria CAMPIONI al 71° Festival di Sanremo con il brano “Zitti e Buoni”, si esibiranno nella serata di giovedì 4 marzo dedicata alla CANZONE D’AUTORE proponendo una cover di “Amandoti” dei CCCP, insieme a Manuel Agnelli,  cantautore, musicista, produttore discografico, autore, conosciuto soprattutto come fondatore e frontman degli Afterhours la più importante rock band italiana degli ultimi decenni, da lui fondata nel 1985.

“E’ un grande onore duettare con Manuel Agnelliracconta la band – che ci ha spinto fin da subito a seguire la nostra strada e ad essere noi stessi. Un consiglio che abbiamo accolto con grande cura e che stiamo portando avanti nel nostro percorso artistico. Come canzone d’autore abbiamo scelto “Amandoti” dei CCCP, gruppo fondante della scena alternativa italiana. “Amandoti” è una perla del punk molto adatta alle nostre corde, che abbiamo riarrangiato con quelli che sono i nostri suoni, per un omaggio a una sottocultura fondamentale per la nostra formazione. Con questa canzone potremo inoltre esprimere sul palco di Sanremo un altro lato di noi, diverso da quello che emerge in “Zitti e Buoni”.

Scritto e composto interamente dai Måneskin, “Zitti e Buoni”, con sonorità crude e distorte, porta all’Ariston il graffio rock che caratterizza l’attitudine del gruppo, per la prima volta a Sanremo. Un brano carico che ha la dimensione live nel suo dna, quella di cui gli artisti si sono nutriti attraversando l’Italia e l’Europa nel primo lungo tour – di oltre 70 date sold out – e che tanto manca loro in questo momento. “Zitti e buoni” è un pezzo che parla principalmente di redenzione e voglia di spaccare il mondo con la musica, una sfida contro i pregiudizi, tema centrale nelle produzioni dei Måneskin.

Dopo l’album di debutto “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, il gruppo italiano più irriverente della scena pubblicherà il 19 marzo “Teatro d’ira – Vol.I” (già disponibile in preorder): il primo volume di un nuovo progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno e che racconterà in tempo quasi reale gli sviluppi creativi della band insieme alle prossime importanti esperienze, fra le quali quella del Festival alle porte. Un percorso ambizioso e in continuo divenire, partito dal singolo “Vent’anni” (disco di platino) che trova la sua prima estensione in  “Teatro d’ira – Vol.I”. Un disco tutto suonato, registrato in presa diretta, rimandando alle atmosfere analogiche dei bootleg anni ’70 e allo stesso tempo contemporaneo, capace di rappresentare lo stile della band. Il teatro, metafora in contrasto con l’ira del titolo, diventa lo scenario in cui questa prende forma. Non si tratta di una collera contro un bersaglio, ma di un’energia creativa che si ribella contro opprimenti stereotipi. Una catarsi che genera, grazie all’arte, una rinascita e un cambiamento in senso positivo.

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