Diodato, accendere l’arena di Verona sulle note di “fai rumore”

Diodato ha rappresentato l’Italia nello show televisivo Europe  Shine  a Light – Accendiamo la Musica. La musica non si ferma e si unisce sotto il segno di Eurovision, l’evento che con la sola forza delle canzoni riesce a trasmettere un fortissimo sentimento di appartenenza all’Europa, oltre ogni confine nazionale.

Ph: Mattia Zoppellaro

Diodato ha deciso di prendere parte allo show olandese, suonando in un luogo che per l’Italia e per il mondo rappresenta la musica: l’Arena di Verona.

Luogo storico e centro di una delle più belle città italiane che ospita il balcone di Romeo e Giulietta, l’Arena di Verona per questa occasione è stata riaperta non al pubblico ma alla musica, nel segno della cultura, dell’arte e della bellezza.

Quest’anno la più importante competizione mondiale canora non c’è stata, per la prima volta nella sua storia dal 1956. Al suo posto è andato in onda lo show EUROPE SHINE A LIGHT – ACCENDIAMO LA MUSICA, un evento ideato con lo scopo di unire tutti i paesi d’Europa attraverso la musica, di cui saranno protagonisti i 41 artisti di Eurovision Song Contest 2020.

Diodato ha scelto di partecipare a Europe Shine A Light – Accendiamo La Musica decidendo di cantare Fai Rumore con cui ha vinto Sanremo 2020, in un luogo che potesse rappresentare l’Italia. 

In questi tre mesi la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo ha percorso nuove strade, è diventata degli italiani ancora di più durante l’emergenza sanitaria attuale, che l’hanno fatta propria cantandola in ogni forma e colore nelle loro case e fuori dai balconi durante il lockdown che in queste settimane sta obbligando all’isolamento miliardi di persone nel mondo.

È proprio da questo pensiero che prende vita Europe Shine a Light – Accendiamo La Musica, e dall’ispirazione che ha tratto Cornald Maas, consulente creativo di ESC 2020, dai video in cui gli Italiani cantano dai loro balconi Fai Rumore. 

Sei stato il primo artista ad esibirti all’Arena di Verona dopo questo periodo particolare che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo. Quali le tue emozioni?

Avere il privilegio di riaccendere le luci dell’Arena di Verona, di un tempio della musica mondiale è uno dei regali che la vita mi ha fatto in questo periodo. Ho avuto la possibilità di cantare “Fai Rumore” da solo e ho sentito la mia voce tornare indietro con un bagaglio diverso.

In quell’occasione ti sei esibito per l’Europe Shine a Light, il tuo pensiero sulla manifestazione e quanto secondo te appuntamenti del genere possano essere importanti per la musica ed il mondo dell’arte in genere?

Vedere l’Europa riunita in una manifestazione come l’Europe Shine a Light credo sia un messaggio molto forte anche per i nostri politici. Proviamo ad immaginare i mesi che abbiamo vissuto senza la musica, senza i film, senza un libro, senza l’arte, senza la cultura.

L’arte, la cultura sono i colori, sono l’anima e l’essenza dell’umanità. Rappresentano la testimonianza che gli esseri umani lasciano.

Mattia Zoppellaro

Lo scorso 8 maggio gli è stato assegnato il premio David di Donatello “Miglior canzone originale” per il brano “Che vita Meravigliosa”, scritto da Diodato per il film La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek.

È l’unico artista italiano solista ad aver vinto sia il Festival di Sanremo che il Premio David, per di più nello stesso anno e con due canzoni diverse.

Dice di Lui Ozpetek: “Antonio è stato per me una folgorazione ben prima della vittoria di Sanremo. Mi ricordo con un po’ di nostalgia, un pomeriggio in cui ho ascoltato per la prima volta la canzone di un certo Diodato, che Vita meravigliosa. Ho smesso di ascoltarla dopo 30 secondi e ho detto alla produzione: eccola, è questa che metteremo nel mio film La Dea Fortuna. Finalmente abbiamo trovato la canzone dei titoli di coda! Così ho conosciuto il grande artista di rara sensibilità e modestia”.

Nel corso della serata Europe Shine a Light sono stati mandati in onda alcuni contributi musicali di tutti i partecipanti degli altri paesi Europei ed è stato ricordato Domenico Modugno, che partecipò a Eurovision in Olanda proprio nel 1958 con “Nel blu dipinto di blu”.  

Tempi e luoghi che riportano Diodato, anche lui pugliese, negli stessi posti percorsi dal grande mito della musica italiana 62 anni fa. Entrambi fanno parte di Carosello Records, etichetta italiana indipendente che ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della musica nazionale negli ultimi 60 anni.

Cosa rappresenta per te Domenico Modugno?

Domenico Modugno per me è sempre stato un faro, una fonte d’ispirazione. Pensare, in qualche modo, di poter anche solo frequentare gli stessi luoghi in cui lui è stato è per me un grande onore.

Diodato ed il Cinema?

Il cinema per me è una grandissima passione, io sono proprio un frequentatore di sale cinematografiche. Vado al cinema spesso da solo. Avere la possibilità tramite la musica di avvicinarmi a quel mondo li per esempio con una colonna sonora è un grande regalo che mi viene fatto.

Ti senti più realista o visionario?

Fellini diceva che l’unico vero realista è il visionario e sono molto d’accordo. Credo che, tutte le volte in cui, anche nella mia musica, sono riuscito a raccontare delle visioni anche molto strane che avevo in qualche modo sono riuscito ad avvicinare ad una verità.

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