EDDA – “GRAZIOSA UTOPIA” TOUR

Continua il tour di EDDA per la presentazione del suo nuovo disco “GRAZIOSA UTOPIA”, uscito il 24 febbraio per Woodworm Label. Dopo sei album con i Ritmo Tribale e quattro da solista (tre originali e un EP live), EDDA è tornato con un disco maturo, forte e disperato, denso di suggestioni, spiritualità, provocazioni e amore incondizionato.  L’album è prodotto e suonato da Luca Bossi e Fabio Capalbo e vede la partecipazione di ammiratori di Edda, come Federico Dragona dei Ministri e Giovanni Truppi. Il disco è stato già anticipato dal singolo/video “Benedicimi” e “Signora”.

Link al video di “SIGNORA” (regia: Fabio Capalbo): https://youtu.be/jq97N_kPtVI

“GRAZIOSA UTOPIA” CONCERTI DI PRESENTAZIONE
10-mar Torino – Officine Corsare

17-mar Milano – Serraglio w/ Elso

18-mar Brescia – Latteria Molloy

23-mar Bologna – Locomotiv

24-mar Arezzo – Karemaski

14-apr Sant’Egidio alla Vibrata (TE) – Dejavu

20-apr Roma – Monk

21-apr Pescara – Scumm

22-apr Santa Maria a Vico (CE) – Smav

23-apr Foggia – Groove Live

24-apr Cosenza – Teatro dell’Acquario

19-mag Molfetta (BA) – Eremo

“GRAZIOSA UTOPIA”  IL NUOVO DISCO DI EDDA

Dopo sei album con i Ritmo Tribale e quattro da solista (tre originali e un EP live), EDDA torna con “Graziosa Utopia”, un disco maturo, forte e disperato, denso di suggestioni, spiritualità, provocazioni e amore incondizionato.

“Graziosa Utopia” è il titolo del disco, ma non esiste alcuna canzone con quel nome: è il concetto che lega le note con le parole, la sintesi perfetta del percorso interiore che ha portato la nascita delle canzoni. Le melodie, talvolta corrotte da brusche e geniali intuizioni musicali, s’intrecciano con raffinate e suggestive scelte armoniche.

Non è un disco aggressivo e nemmeno un disco di protesta. Edda ha fatto pace con se stesso e dialoga con i suoi demoni con insospettabile leggerezza, dispensando immagini e sensazioni di rara forza e indiscutibile serenità.

Tornano molti temi: la paura di abbandonarsi, la trascendenza, le piccole contraddizioni della vita quotidiana, questa volta descritte attraverso una consapevolezza stilistica che solo un artista con una sensibilità così estrema può raggiungere. In sintesi, “Graziosa Utopia” racconta un sogno condiviso, quello di provare a stare bene, nonostante tutto.

L’album è prodotto e suonato da Luca Bossi e Fabio Capalbo, la band stabile di Edda da lui simpaticamente chiamata i “Furore Uterino”. Il sound ricercato dalla produzione artistica è un mix tra la tradizione italiana anni ‘70-‘80 e il pop rock internazionale contemporaneo. La somma degli ingredienti sonori e l’unicità dell’artista regalano un disco di forte personalità, ma decisamente accessibile e penetrante.

Al disco hanno partecipato anche amici ammiratori di Edda, come Federico Dragona dei Ministri (cori in Spaziale), e Giovanni Truppi (chitarrista solista in Arrivederci a Roma).

EDDA PARLA DI “GRAZIOSA UTOPIA”

Titolo di una canzone che nel disco non c’è (così per la coerenza…) Però ci piaceva il titolo, non tanto per la parola utopia che non so neanche bene cosa significhi, quanto per la parola graziosa che dava un’idea di leggerezza.

Dopo “Odio i vivi” e “Stavolta come mi ammazzerai?” Ci voleva un po’ di ottimismo. Poi senza farlo apposta anche la decisione di fare un disco non rock, sembrava andare nella stessa direzione.

Al momento mi definisco un cantante di musica leggera e questo genere di solito ha come tema principale LAMORE (tutto attaccato), declinato nelle sue varie accezioni.

Mi piace parlare di cose piccole che mi riguardano, non mi piacciono i proclami da barricata o fare vedere quanto sono intelligente (ammesso che lo sia).

Ad esempio ZIGULÌ sembra quasi una canzone per bambini ma dentro c’è il tradimento, la paura di innamorarsi e tante altre cose, compreso “Chi l’ha visto”.

Alla fine la più grande rivoluzione che un uomo può fare è quella di cambiare se stesso in meglio ed è anche la più difficile da realizzare, al punto di divenire quasi una graziosa utopia.

EDDA BIOGRAFIA

Edda nasce artisticamente alla fine degli anni ’80 come cantante dei Ritmo Tribale, storica band seminale nel mondo del rock italiano, con cui ha realizzato cinque dischi e centinaia di concerti.

Poi una lunga pausa dalla musica e dalla vita sociale. Una crisi personale, anni difficili, droga, comunità di recupero. Tutto sviscerato nelle canzoni che comporranno il suo primo disco solista.

2009: esce Semper Biot, prodotto da Taketo Gohara, pubblicato da Niegazowana. Un debutto scarno e lancinante, un diario intimo che sa di doloroso miracolo. Numerosi gli ospiti, tra cui Mauro Pagani al violino, e tanti gli ammiratori illustri di questo disco, da Vinicio Capossela a Manuel Agnelli. Osannato dalla critica come uno dei dischi più puri degli ultimi anni. Anche Daria Bignardi l’ha voluto ospite nel suo programma L’Era Glaciale, dove il cantautore ha saputo raccontare il suo universo con spiazzante sincerità. Parte un tour lungo un anno, durante il quale Edda ha, tra le altre cose, condiviso più volte il palco con gli Afterhours, duettando con loro il suo brano “Milano”. Semper Biot viene candidato al Premio Tenco come “miglior esordio dell’anno”.

2010: esce l’ep live In Orbita, registrato a Radio Capodistria. Il mini-album fotografa la poesia di un suo concerto. Oltre ai brani tratti da Semper Biot, degna da citare la cover della bellissima canzone di Moltheni “Suprema”.

2012: esce Odio i vivi, un album più denso e ricco dal punto di vista degli arrangiamenti, costituito dalla sperimentazione orchestrale, sempre con la produzione di Taketo Gohara. Il disco ottiene ancora una volta grandi consensi dalla critica, per molte delle testate è disco del mese. Il mensile Blow Up gli dedica la copertina. Il PIMI gli conferisce il premio come miglior artista dell’anno 2012. Viene candidato nuovamente al Premio Tenco, questa volta nella sezione “Miglior disco dell’anno”.

2014: esce Stavolta come mi ammazzerai?, l’album rock della sua carriera solista. Prodotto da Fabio Capalbo, è il lavoro che consacra Edda come uno dei più significativi cantautori italiani. La critica è unanime nel dichiarare che è uno dei dischi italiani più belli del decennio. Altri dichiarano che era da “Hai paura del buio?” che non si sentiva un disco così. Ma è soprattutto il pubblico a fare la differenza questa volta, aumentando considerevolmente e dimostrando grande attaccamento durante le 70 date del tour.

 

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