INTERIORS – “PLUGGED TOUR”

“PLUGGED TOUR” NUOVE DATE”

11 Febbraio – LA SPEZIA – Frame
17 Febbraio – FIRENZE – Circolo Arci Progresso
27 Febbraio – MILANO – Gattò
5 Marzo – TORINO – Spazio Rubedo (private Show)
Uscito per la label romagnola Brutture Moderne, “Plugged” è il frutto dell’interazione tra gli strumenti di Valerio Corzani (voce, basso elettrico, cutup elettronico e app per lpad e Iphone) e quelli di Erica Scherl (violino, tastiera, effetti e looper). Un’alchimia che ha cementato in studio un lungo lavoro di “definizione” dei brani: spesso testati dal vivo, in alcuni casi frutto invece di una intensa preproduzione e di un lavoro sfrenato di campionamento e cut up.

Suoni di legno, corde sfregate di un violino, suoni di basso, voci, morbidezza e acidità mescolate con percussioni sintetiche e sussulti ritmici. La psichedelia, il dub, la folktronica, il funk, il nujazz, l’ambient potrebbero essere alcuni dei riferimenti stilistici evocati dall’ascolto del nuovo lavoro degli Interiors. Qualcuno nel loro caso ha parlato di “dub da camera”, ma probabilmente il range di questo album allarga lo spettro a definizioni meno precise, a incasellamenti più laschi e permeabili.

Il video di “DISAFFECTION”, primo estratto da “PLUGGED”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Fanpage, superando le 77.000 visualizzazioni in due mesi.

INTERIORS – PLUGGED (2016 – Brutture Moderne distr. Audioglobe)

“Plugged”, è il secondo album degli INTERIORS, uscito il 2 dicembre 2016 per la label romagnola Brutture Moderne di Francesco Gianpaoli, registrato e masterizzato da Roberto Passuti allo Spectrum Studio di Bologna.

“Plugged” è un viaggio suddiviso in 14 tracce, che parlano di connessioni e d’interconnessioni e di come mondi apparentemente lontani si influenzino, talvolta senza saperlo. E’ un lavoro che narra in musica di lontananze e di spaesamenti, di paesaggi onirici e mense cosmiche, di viaggi immaginativi e di presenza consapevole. Nel tracciato dell’album risuonano voci che chiamano da lontano, come se un’antenna parabolica captasse le frequenze di questo mondo e dell’infinito spazio che lo circonda, e voci vicine e sussurranti.

Suoni di legno, corde sfregate di un violino, suoni di basso, voci, morbidezza e acidità mescolate con percussioni sintetiche e sussulti ritmici. Le melodie fanno decollare ancor più l’incalzare ritmico che sostiene tutto l’incedere dell’album, ne costituisce l’ossatura e il cuore sotterraneo, per un inventario di sogni e di utopie possibili, in una carrellata di suoni che provano a connettere il passato, il presente e il tempo che verrà.

La psichedelia, il dub, la folktronica, il funk, il nujazz, l’ambient potrebbero essere alcuni dei riferimenti stilistici evocati dall’ascolto del nuovo lavoro degli Interiors. Qualcuno nel loro caso ha parlato di “dub da camera”, ma probabilmente il range di questo album allarga lo spettro a definizioni meno precise, a incasellamenti più  laschi e permeabili.

“Plugged” è il frutto dell’interazione tra gli strumenti di Valerio Corzani (voce, basso elettrico, cutup elettronico e app per lpad e Iphone) e quelli di Erica Scherl (violino, tastiera, effetti e looper). Un’alchimia che ha cementato in studio un lungo lavoro di “definizione” dei brani: spesso testati dal vivo, in alcuni casi frutto invece di una intensa preproduzione e di un lavoro sfrenato di campionamento e cut up.

La sostanza di questo secondo lavoro si arricchisce anche del preziosissimo contributo di un manipolo di amici/musicisti: un parterre di voci – Serena Fortebraccio, Boris Savoldelli, Barbara Eramo – oltre alle chitarre di Massi Amadori e Mauro Campobasso e alla tromba di Giorgio Li Calzi.

INTERIORS – BIO

“Interiors” è un viaggio che unisce elettronico e analogico e cavalca il ritmo senza mai abusarne, in cui VALERIO CORZANI (voce, basso semiacustico, basso tinozza, percussioni, laptop e Iphone) ed ERICA SCHERL (violino, tastiera, effetti e looper), mettono in moto un tracciato pieno di fibrillazioni e sorprese, spesso creando un forte connubio con suggestioni visive, come quelle dei super8 sperimentali di Derek Jarman, o dei film del regista franco canadese Yann Arthus-Bertrand.

Groove ossessivi stemperati dal violino di Erica Scherl (già con Alboreo, Stenopeica, Les Violons d’Ingres), corde acide arrotondate dai bassi profondi di Valerio Corzani (Mau Mau, Mazapegul, Daunbailò, Gli Ex, Caracas), tastiere felpate e suoni spaziali, in un continuo scambio di ruoli, che non perde mai d’occhio il sostegno percussivo e la balance ritmica.

Squarci dub, improvvisazioni di taglio jazz, collage timbrici che sfiorano il glitch, sfumature etniche, incorniciati dallo spoken poetry di Corzani i cui testi sono accomunati dalla descrizione di paesaggi che possono sembrare “esterni” se non fosse per la dimensione onirica potente che li fa ridiventare “interni” ed interiori…come quadri di Dalì.

Arredamenti sonori per ambienti che fluttuano e si trasformano. Un viaggio musicale che si presenta davvero onirico e “stupefacente”. Corrispondenze d’amorosi sensi, strategie dei sentimenti, ipotesi di corteggiamenti tra coppie di elementi mai scontate: il violino e il basso, il legno e il magnete, le frequenze e i chip, le immagini e i suoni, i cerchi ritmici e le fughe solistiche…

Materiali musicali che sono finiti in “Liquid”, l’album d’esordio degli Interiors uscito nel 2014 per la Minus Habens Records (che vede una collaborazione con il producer argentino Leonardo Martinelli aka Tremor), e nel secondo album “Plugged” in uscita alla fine del 2016 per Brutture Moderne.

Gli Interiors – che dal vivo presentano il suggestivo colpo d’occhio di un duo pieno di ammenicoli e di strumenti deviati, autocostruiti (il fenomenale basso tinozza), modificati, trattati, oltre all’incantesimo suadente del suono di un violino – si sono già esibiti in prestigiosi festival e numerosi teatri (“Lugo Contemporanea”, “Adriatico Mediterraneo” di Ancona, “Leggere la città” di Pistoia, “mob” di Bologna, “Looped” di Pisa, Dromos Festival di Oristano, Calagonone Jazz, Bellaria Film Festival, Teatro San Leonardo di Bologna, Teatro Leopardi di San Ginesio, Chamoisic) e in una lunga teoria di club del nostro paese.

Ai progetti in duo si affiancano le collaborazioni con la poliedrica cantante Serena Fortebraccio per “Terra Madre/Terra Matrigna”, con il funambolico Boris Savoldelli per “Futurismi”, con Claudio Milano in un progetto dedicato alla figura di Pasolini, e con Alessandro Martignoni aka Billy Bolla per il poetico spettacolo “Liquid”, che ha debuttato nel 2016 aprendo la stagione “Teatro Musica” di Laboratori Permanenti a Sansepolcro (AR).

Nei loro numerosi concerti dal vivo, hanno avuto il piacere di arricchire i propri suoni con l’apporto generoso di molti amici e ospiti, fra i quali, Mauro Campobasso, Massi Amadori, Giorgio Li Calzi, Gionata Mirai, e hanno partecipato come ospiti a Harpness, il secondo lavoro discografico dell’arpista Raoul Moretti.

Nel Dicembre 2014 hanno fatto uscire un lungo brano natalizio (quasi 20 minuti): “Soundtrack for a Christmas Tree” ideato e concepito come vera e propria colonna sonora di un albero di Natale e abbinato in seguito a un video curato dal regista Fabio Fiandrini.

Interiors ha vinto con il video di “Blue Darkness” (firmato dal regista canadese Justin Bolduc-Turpin) il “Lake Doc International Festival. Il brano “Blue Darkness” è stato inserito anche nella colonna sonora per il cortometraggio “La camera di Pietro” della regista russa Alina Gurinova, ed è stato selezionato al Silk Road Film Festival 2015 di Dublino.

 

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