ORIENTE OCCIDENTE 37° edizione – L’inclusione si fa danza, arte e movimento

Lo storico Festival internazionale di danza di Rovereto esplora i territori dell’inclusione, portando sul palco artisti abili e diversamente abili attraverso performance, workshop, proposte formative e laboratori.

In particolare, due proposte: la prima a cura della compagnia inglese Candoco che propone due coreografie, Set e Reset / Reset di Abigail Yager che ha reinterpretato la coregrafia Set and Reset di Trisha Brown, e Face In, coproduzione del festival e prima mondiale a firma di Yasmeen Godder; la seconda è Bad Lambs di Michela Lucenti, Balletto Civile – coprodotto anch’esso dal Festival – e un laboratorio internazionale di danza inclusiva. La 37° edizione della manifestazione, dal 30 agosto al 10 settembre, sarà la vetrina di un programma che prosegue da più di un anno, all’interno del progetto europeo Moving Beyond Inclusion, di cui Oriente Occidente è il partner italiano.

Rovereto, 27 luglio 2017_La ri-costruzione – e non la replica – di un percorso, l’esplorazione di nuove possibilità attraverso la danza, il racconto gestuale e coreografico del superamento di una perdita e della sublimazione del dolore in arte: sono i temi affrontati da Set e Reset, di Trisha Brown (nell’anno della sua scomparsa), portato sul palco dalla compagnia Candoco, e reiterpretato da Abigail Yager con la collaborazione della Trisha Brown Dance Company, da Face In, opera inedita della coreografa israeliana Yasmeen Godder, presentata in prima mondiale a Oriente Occidente, e da Bad Lambs, di Michela Lucenti, una delle coreografe più innovative della nuova, giovane danza italiana, per Balletto Civile.

Opere accomunate dall’inclusione di artisti con disabilità e non: uno dei temi forti e dirimenti di Oriente Occidente (30 agosto-10 settembre), festival della danza tra i più importanti a livello internazionale, giunto alla 37° edizione. Oriente Occidente rappresenta l’Italia all’interno del progetto europeo Moving Beyond Inclusion, in partnership con Regno Unito, Germania, Croazia, Svezia e Svizzera: è in questo contesto che il Festival ha realizzato un programma di percorsi innovativi per la formazione professionale e per la visione di spettacoli di danza realizzati insieme da artisti abili e diversamente abili. Un’azione che è proseguita e si è consolidata nel 2017, toccando tanti aspetti differenti: dalla creazione di un portale on-line sulla danza inclusiva che mette in relazione le varie realtà italiane, alla produzione del nuovo spettacolo della compagnia Balletto Civile/Bad Lambs, che ha coinvolto gli artisti con disabilità Aristide Rontini, Giuseppe Comuniello, Giacomo Curti, fino alla realizzazione di un programma unitario di proposte formativecoordinate e promosse da Oriente Occidente in 9 città italiane, Padova, Bologna, Rovereto, Trento, Treviso, Imola, Roma, Milano, Verona. I giorni del Festival saranno quindi un’ideale vetrina pubblica per un progetto attivo durante tutto l’anno, ma anche l’occasione per coinvolgere sempre nuovi soggetti nella costruzione di un percorso comune. Dall’11 al 15 settembre il Festival promuove un laboratorio internazionale di danza inclusiva con 30 artisti europei e 3 coreografi internazionali. Un nuovo “seme” che produrrà i suoi frutti negli anni a venire.  Quanto al pubblico, potrà conoscere ed esplorare le potenzialità di un approccio inclusivo attraverso gli spettacoli in programma. Candoco Dance Company, compagnia pioniera e leader nel mondo dell’integrazione a livello professionale, si confronta ancora una volta con un grande repertorio, portando in scena il capolavoro di Trisha Brown – scomparsa quest’anno – affiancandolo alla prima mondiale di un lavoro firmato per la compagnia dall’israeliana Yasmeen Godder, Face In, un’ode alla vita e al suo potere trasformativo. Quanto agli “agnelli cattivi” di Michela Lucenti, i Bad Lambs, protagonisti dello spettacolo coprodotto dal festival per Balletto Civile, reduci da un immenso lavoro laboratoriale, racconteranno storie di resilienza e riappropriazione di un posto nel mondo, perdita e rinascita, dando voce a una sensibilità che va oltre le etichette.

 

 

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