‘ATARDE’ TROVA UNO SPAZIO IN CUI VIVERE UN INNAMORAMENTO NON CORRISPOSTO IN “TERA” 

Un desiderio che trova spazio soltanto nel territorio fragile e potentissimo dei sogni.

Dopo “piccola ostrica” e “palestra (cura di me)”, ATARDE torna con “Tera” (Pezzi Dischi / Island Records), il nuovo singolo fuori oggi ovunque. Un luogo sospeso, dove ciò che nella realtà resta incompiuto può finalmente prendere forma.

“Tera” si sviluppa come una sequenza di ricordi sfocati ma incredibilmente vividi, in cui ciò che si voleva e ciò che è successo finiscono per coincidere, almeno per il tempo di una notte. Le immagini si susseguono con naturalezza, seguendo la logica tipica dei sogni in cui tutto sembra perfettamente coerente mentre accade. C’è un’ironia sottile che attraversa il brano e che permette di guardarsi da fuori, di non prendersi mai completamente sul serio.

La canzone si muove su un doppio livello: da una parte la leggerezza, il ritmo, la dimensione collettiva e festosa; dall’altra un racconto intimo, quasi segreto, che parla di un innamoramento non corrisposto e della necessità di inventarsi uno spazio alternativo in cui viverlo fino in fondo. 

Sul piano sonoro, il brano accompagna perfettamente questa dinamica: gli strumenti acustici costruiscono una base calda e pulsante, mentre le percussioni e i fiati spingono verso una dimensione aperta e festosa. Le voci corali amplificano il racconto, come se quell’esperienza, nata in uno spazio intimo e mentale, potesse improvvisamente diventare collettiva.

Il nuovo singolo anticipa l’album di ATARDE in uscita a maggio 2026: un racconto generazionale ed estremamente personale sulle relazioni, sul confronto con gli altri e sulle fragilità emotive, anche nei loro aspetti più contraddittori affrontato però in maniera naturale con ironia e leggerezza.