CAMILLINA FORMICHINA

Nella Savana africana esiste una pregiata specie di formiche chiamate “teste rosse di fuoco” perché caratterizzate da una particolare testolina di colore rosso o arancione in base al loro grado di gioventù. Durante una migrazione, dieci giovani formichine perdono le tracce del gruppo e si ritrovano sole a dover percorrere un cammino ricco di imprevisti e di pericoli. Le piccole infatti perdono ogni riferimento che le avrebbe ricondotte dai loro simili a causa della loro inesperienza nel mondo di fuori. Tra tutte le formichine svetta Camillina, la “principessina” destinata a diventare la regina delle teste rosse di fuoco. Dopo aver provveduto a creare un piccolo rifugio per passare la notte all’ombra di un baobab, una tempesta coglie di sorpresa le formiche e le separa. Camillina viene a sapere che le sue piccole amiche sono rimaste intrappolate sopra un sassolino nel bel mezzo di una pozzanghera e corre a cercare aiuto. Incontra così l’elefante Peppone che con la sua proboscide aspira l’acqua e permette al gruppo di ricongiungersi. Contente di essersi ritrovate, le formichine passano una serata in compagnia di Peppone ma, anche quella notte, il rifugio che avevano rimediato non si rivela adatto alle loro esigenze. Si sistemano, infatti, all’interno della corteccia del baobab che durante le ore notturne produce molta resina e inumidisce i loro corpicini, impedendogli di godere di un buon sonno ristoratore. Fortunatamente il giorno dopo, il gruppo scopre di poter lavorare il fango che è rimasto dopo la tempesta e decidono così di creare una vera e propria casetta su misura per loro composta da 10 stanze e dotata di tutti i comfort. Dopo aver sistemato la casetta, Camillina vuole andare a fare colazione dopo aver individuato tra le fronde di un albero un bel frutto da mangiare, ma è proprio in quest’occasione che ha un incontro ravvicinato con un umano che tenta di catturarla. L’uomo riesce a prenderla e a chiuderla all’interno della sua mano. Camillina, però, non si perde d’animo e riesce a scappare pungendo la pelle dell’uomo e facendogli abbandonare la presa. Quando ritorna dalle sue compagne, nota con grande preoccupazione che la casetta è vuota e che non c’è traccia delle altre formichine. Il panico, per fortuna, ha vita breve: ecco che d’improvviso appare la sua mamma, la formica Regina, in sella ad un moscone. Camillina viene portata al sicuro nella nuova dimora che le formiche hanno costruito dopo la migrazione, ritrova le sue compagne d’avventura e, finalmente, è contenta di essere a casa con la sua mamma. Età di lettura: da 6 anni.

Ci parli del libro che porterà al Salone del Libro di Torino 2023: c’è qualche episodio legato alla sua genesi?

Camillina formichina è una favola per bambini che parla di gentilezza e altruismo. Sono una giurista esperta del digitale e creo progetti per la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyberbullismo per adolescenti. Gli interventi più divertenti e costruttivi erano quelli con i bambini più piccoli che con le loro domande e la loro curiosità riuscivano a farmi spiegare emozioni e azioni illecite complesse con aneddoti simili a fiabe

A chi si rivolge la sua opera? C’è un intento particolare che l’ha spinta a pubblicare questo libro?

In particolar modo ai bambini, ma in effetti le favole sono adatte a tutte le età! Nasce dall’idea di portare anche ai più piccoli un racconto che possa porre le basi per la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyber bullismo.

È la prima volta che partecipa al Salone del Libro di Torino? Se si, cosa si aspetta da questa esperienza?

Si, questa è la mia prima esperienza al Salone del Libro di Torino. Oltre a tanta emozione mi aspetto di poter condividere e arricchire il mio bagaglio di esperienza.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Uno strumento con cui è possibile trasmettere emozioni positive, passare delle informazioni utili anche ad altri ma specialmente la possibilità di lasciare un messaggio forte che possa diventare una fitta rete di comportamenti dedicati alla prevenzione del bullismo e dell’aggressività sociale.

Secondo lei quali sono i motivi per cui vale la pena leggere il suo libro?

L’aggressività social. Purtroppo il mondo digitale è entrato con prepotenza anche nella vita dei più piccoli che assimilano velocemente comportamenti sbagliati che si basano sulla violenza, l’egoismo e il prevaricare sugli altri. Lo slogan subliminale è “vincere a tutti i costi”. Spesso essere gentili ed educati viene erroneamente tradotto nell’essere un soggetto debole. Questo porta fin dalla tenera età a usare un linguaggio offensivo verso l’altro senza prendersi cura del significato delle parole scritte su uno schermo e degli effetti che queste parole possono procurare agli altri.

Progetti futuri?

Ci sono molti sogni e progetti che spero possano prendere forma. Al momento vorrei dedicarmi a “Legalquette” il podcast trasmesso ogni mercoledì sulla WebRadio Senzabarcode che col tempo chissà che possa diventare un libro che parla di tematiche di educazione digitale e cybercrime.

 

Carmela Bove © copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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