Con Carlo Mercadante alla scoperta di Isola Tobia Label e dell’ Agricooltour

Inizi a studiare musica, ma poi lasci dicendo: “tanto mai ti saresti occupato di musica in vita tua”. Invece…?

E invece un amico chitarrista ha voluto ascoltare le mie canzoni e mi ha obbligato a mettere insieme una band!
La verità è che ero iperattivo (ero) e facevo molte cose che mi appassionavano e pur scrivendo canzoni, per puro sfogo personale, non amavo l’idea di condividerle. Non sono un buon musicista, non mi piaceva la mia voce etc. Non mi volevo esporre. Ero molto timido. Poi, tardi, è arrivato il desiderio di confrontarmi con altri. Proprio cantando e parlando dei temi che toccavo con le mie canzoni ho scoperto il piacere di farlo e la vita ha deciso per me.

Fondi i “Sindrome di Peter Pan”, ma già al disco di esordio capisci che certe “compagnie” non fanno per te ed adotto il detto: “meglio soli che male accompagnati”.

È stato un periodo bellissimo seppur costellato da tanti errori. Parlavo di passioni poco fa. Sono un tecnico di calcio a 5. Lo sport mi ha aiutato ad affrontare questi errori con metodo. Li ho compresi, ho deciso che dovevo formarmi per non dipendere da persone pigre e incompetenti e sono diventato un discografico io stesso. Adesso cerco di fare per altri quello che non è stato fatto per me. Ho avuto tutto: produttori, etichette, major etc. Peccato che non sapessi niente di quel mondo e non fossi padrone del mio cammino. Quella è però la base di ciò che amo fare adesso e non cambierei un solo errore con nessun successo.

Queste esperienze ti portano a creare una tua etichetta “Isola Tobia Label”, dove l’unica cosa che conta è la “musica”.

Conta la musica prima dei like, dei televoti, dei ‘paraculismi’ e di un sacco di altre cose. Però perché la musica abbia un valore è necessario che sia creata e proposta da brave persone. Questa è la nostra priorità. Persone di valore che siano musicisti di talento. Che abbiano voglia di formarsi e non farsi prendere dall’isteria del consenso a tutti i costi. Ci interessa costruire luoghi per accogliere questo tipo di artista e la sua musica. Ovviamente per farlo in etichetta siamo i primi ad esserci imposti un codice etico che cerchiamo di seguire al meglio. Una sorta di bussola.

Quanto è importante oggi, per chi far musica trovare etichette come “Isola Tobia Label” che non devono sottostare a regole di mercato e tempi forsennati?

Per gli artisti è importante trovare ciò che è meglio per se stessi. Noi non siamo adatti a chiunque. Amiamo i tempi lunghi, la maturazione, l’attesa e costruire. Per queste cose ci vuole tempo e stiamo raccogliendo delle soddisfazioni.
C’è chi vuole mostrarsi subito, in fretta, cedendo alle lusinghe di qualche critico pericoloso o di qualche sirena. Magari anche a ragione. Noi però stiamo costruendo un modello che speriamo aiuti l’artista a fare musica in modo duraturo, a prescindere dalla sua fama, e che non si limiti al mese e mezzo di esaltazione post uscita discografica. Per questa ragione siamo consapevoli del fatto che non siamo adatti a tutti e che non tutti siano adatti a noi. Magari chiediamo tanto, ma in cambio diamo il massimo.

Altra grande intuizione e creazione l’Agricooltour, ci racconti questo progetto?

Agricooltour è stato uno dei primi atti di ribellione dopo la mia prima esperienza da artista con il mondo discografico. Viviamo in un’epoca in cui tutti gli artisti si lamentano di cachet, diritti e previdenza e poi vanno comunque a suonare per 50 euro e 2 birre contribuendo di fatto al fallimento culturale dei live.
Siccome a me non piace essere sotto scacco di chi ti dice “o così o niente”, ho deciso che per suonare sarebbe bastata una stalla. Se una canzone è bella è bella anche in mezzo a una campagna. Perciò ho realizzato un tour di 43 date dettando le mie regole: cachet equi, diritti pagati, vitto alloggio e tutto. La cosa ha funzionato talmente bene che non solo chi mi ha ospitato non si è mai messo a trattare le condizioni come tanti locali rinomati, ma mi hanno chiesto di continuare.
Poi però, dato che fare musica vuole dire condividere, ho pensato che sarebbe stato bello far fare questa esperienza ad altri artisti che ogni anno scelgo. È un esercizio di generosità e un’occasione di formazione per strutture che non hanno mai organizzato un concerto prima.

Nel 2021 un tuo singolo “il ragno e la luna” esce su una card ecologica piantabile, ancora musica che si fonde con l’ambiente. Quanto è importante mantenere forte questo legame e far si che i giovani capiscano la necessità del rapporto con l’ambiente?

Ho già parlato di passioni, vero? Bene. Ho 26 anni di scoutismo addosso (poi m’hanno cacciato). Ho moltissimi chilometri nelle mie scarpe da trekking e 400 notti in tenda. Con la natura ho un rapporto filiale. La amo, la ascolto, la rispetto.
Ma “Il ragno e la Luna” parla anche di autodeterminazione e di contrasto alla prevaricazione come può essere la violenza domestica, il bullismo o altro.
Mi piaceva l’idea che la gente acquistasse un biglietto con un codice per scaricare il brano che poi poteva anche essere piantato e fiorire. Ho saputo che molti papà lo hanno fatto coi loro figli. Un bel segnale.

Quali i prossimi appuntamenti di “Isola Tobia Label” e di “Agricooltour?

Abbiamo in serbo il progetto più importante che finalmente sta per vedere la luce e per il quale stiamo lavorando da anni. Porteremo la musica nei piccoli centri. Formeremo la gente all’ascolto e faremo suonare i nostri musicisti. Per adesso di più non posso dire. Se no Maria Ilenia, la responsabile del mio ufficio stampa, mi rimprovera!
Agricooltour? È partito con un nuovo artista, Lorenzo Meazzini. Siate liberi di partecipare!

Gabriella Sandrelli© copyright Backstage Press. All Rights Reserved

 

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