Damien McFly Parallel Mirrors

Copia di DAMIEN_MCFLY_Parallel_mirrors_copertinaDal 15 Ottobre è in distribuzione Parallel Mirros, il tuo ultimo album. Dodici tracce ed altrettante storie parallele, ci racconti come nasce e come prende forma?

Nasce da un lavoro abbastanza lungo, durato circa due anni. I brani non sono tutti legati tra loro da un filo conduttore, ma sono brani che sono arrivati nel corso del tempo tranne gli ultimi cinque che hanno fatto un po’ da collante.

Il tema è sicuramente quello del rapporto fra le persone e se vogliamo anche un po’ quello con se stessi.

L’album non è stato registrato come accade di solito in uno studio di registrazione, ma in ville storiche e teatri. Come mai questa scelta?

Essendo anche un tecnico del suono, mi sono detto voglio un disco dal “sound” vero, per cui abbiamo deciso di registrarlo in luoghi diversi e soprattutto così come se si stesse ascoltando una persona che ti suona davanti dentro una stanza.

L’album narra di storie parallele e ci dicevi poc’anzi che non sono legate da un filo conduttore, rifacendoci un po’ al mondo d’oggi potrebbero essere assimilate alle storie che si vivono quotidianamente ove persone che non si conoscono si incrociano e percorrono un pezzo di strada a volte senza neanche mai vedersi?

Ti faccio l’esempio di uno dei brani, Reflection, che poi è da li che è nato anche il titolo dell’album. Quel pezzo è nato da una mail che mi è arrivata da una ragazza americana che aveva visto un mio video sul web e mi ha scritto come se ci conoscessimo da sempre. Per cui anche se molto spesso non c’è un vero e proprio punto di incontro, può capitare che storie parallele o anche distanti si incrocino per un attimo.

Tu ti esibisci in tantissimi live e spesso canti fuori dall’Italia. Come mai questa scelta e quali sono le differenze per chi fa musica tra l’Italia e gli altri paesi?

All’inizio è cominciata come voglia di viaggiare, poi da li mi sono detto perché non approfittare anche per cantare. Più lo fai e più hai voglia di farlo. La differenza che ho notato io, se consideriamo un pubblico che non ti conosce all’estero è molto più interessato ad ascoltarti, rispetto all’Italia.

Quindi se dovessimo parlare del tuo rapporto con il palco e con il pubblico?

A me piace tantissimo stare sul palco, che sia un teatro o una festa di paese. Qualsiasi circostanza ha la sua magia. Mi piace stare sul palco, guardare il pubblico negli occhi e riuscire a conquistarlo. L’augurio è sempre quello di non fare solo uno show, ma riuscire a dare e lasciare anche qualcosa alle persone che vengono ad ascoltarmi.

Quali i prossimi impegni e progetti?

A fine novembre riprenderà il tour in Inghilterra ed un po’ in tutto il regno Unito. torneremo poi, tra fine anno ed inizio del nuovo anno per fare qualcosa in Italia.

 

Alfonso Papa © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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