Giovanni Bassano, in musica la strada è stata la mia palestra.

Giovanni Bassano” cover ed inediti, voce e chitarra. Un tuo biglietto da visita?

Questo lavoro risale al 2012-2013 ed è un progetto appunto voce e chitarra che è una delle situazioni in cui mi ritrovo più spesso quando suono per strada. Come dici giustamente tu, contiene anche quattro inediti ma non lo ritengo un prodotto discografico. E’ un progetto semplice che ho ritenuto giusto fare perché rappresenta il mio essere “artista da strada”. Sono tutti pezzi in inglese. Poi c’è un altro lavoro “The things I never told you” (le cose che non ti ho mai detto), registrato circa 2 anni fa con musicisti americani, progetto full band, che contiene tutti brani inediti.

Come mai la scelta del solo inglese?

La mia carriera di cantante ha inizio quando già viaggiavo. Prima la Scozia, poi l’Irlanda e via via le altre nazioni. Durante questi viaggi ho fatto tanti incontri, durante i quali ho sviluppato un repertorio chiaramente inglese. Il mio background musicale non è italiano. Diciamo che con l’inglese mi sono sempre trovato bene sia per un discorso di ritmica sia per il fatto che ascolto molto l’hit pop americano. 

Perché l’italiano è più complicato o semplicemente per una questione di gusto musicale personale.

Devo dire che è più per gusto personale. Ho iniziato a suonare ascoltando i Queen e gli Aerosmith certo c’era anche  qualcosa in italiano, ascoltavo Ligabue e Vasco Rossi artisti che rispetto, che sicuramente sono grandi ma a livello compositivo mi sono sempre ispirato ad artisti internazionali.

Sei stato influenzato anche dai tuoi viaggi? Artista da strada anche all’estero?

In molti posti si, perché a livello promozionale funziona molto, c’è la possibilità di conoscere e di farsi notare. 

Si spesso e volentieri suono in strada, poi è chiaro che in alcuni posti come è successo in Svizzera può capitare che si crei una rete che ti spiani la strada ad esempio scambiandosi i contatti si finisce che suoni in qualche locale.

Solo artista da strada o ti esibisci anche in locali e festival?

Non solo strada ma faccio anche molti locali, feste private e festival. Riguardo ai festival ne ho vissuti diversi di vario tipo e con diversi ruoli. 

Alcuni specifici per artisti da strada in Inghilterra e sono arrivato a suonare persino in Messico. Alcune volte ho partecipato da solo, altre avvalendomi di colleghi musicisti.

Ti confronti spesso con amici/colleghi musicisti?

Si a me piace molto suonare con altri musicisti. Sono principalmente un chitarrista, quindi mi piace anche lavorare per dei cantanti concentrandomi sul mio strumento. La chitarra. 

Ho lavorato con molti cantanti che mi hanno insegnato tante cose a livello musicale, James O’Reilly, Yuri Menna e tanti altri. 

Chitarra acustica o elettrica?

Acustica ma anche elettrica. 

Come è nata la tua passione per la musica?

Un po’ per gioco, un po’ per caso. Ho iniziato a suonare quando avevo solo 12 anni. 

All’epoca frequentavo spesso la chiesa e vedevo che tutti quelli che suonavano avevano sempre gente attorno, era una situazione dove tutti stavano bene e quindi mi piaceva l’idea di fare lo stesso, di aggregare le persone. 

Da li è nata la passione. All’inizio un gioco, un divertimento, poi è diventato un lavoro.

Hai studiato?

Da privato, lezioni prese qua e la ma mi è sempre mancata la costanza.

Già sapevi di voler stare per strada?

Questa è sempre stata la mia prerogativa, la strada è sempre stata la mia palestra. 

All’inizio non cantavo, suonavo e basta. Il canto per me è stato una scoperta successiva. 

Tante canzoni le ho imparate suonando per strada grazie anche alle richieste che mi venivano fatte dal pubblico.

Hai amici musicisti che ti supportano nella tua musica?

In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere molte persone, di allacciare molti contatti con musicisti di vario tipo, che stanno in paesi diversi, che fanno generi diversi. 

Sono nate delle amicizie e collaborazioni molto importanti. Ho delle persone di riferimento con le quali spesso lavoriamo a nuovi progetti.

A proposito di progetti, il futuro?

Non ho un obiettivo ben preciso, ma mi piace muovermi su vari binari. 

Tra le tante cose mi piacerebbe, oltre suonare, sfruttare la mia rete di contatti e conoscenze per lavorare come agenzia.

Michela Campana e Alfonso Papa © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

 

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