Mario Biondi. Sunny Days ft Cleveland P. Jones

Il nuovo singolo di Mario Biondi in duetto con l’astro nascente jazz Cleveland P. Jones.

Gli occhi, che sono lo specchio dell’anima, si incontrano e raccontano con voci diverse la stessa storia. C’è chi grida e chi parla sotto voce ma il dolore è la stessa croce.

L’artista in duetto, Cleveland P. Jones, viene ormai considerato la vera incarnazione dell’anima e del jazz. Nativo di una piccola città chiamata “North” in South Carolina, ha iniziato il suo viaggio artistico in tenera età sotto la tutela di sua madre e di suo nonno che cantavano in chiesa. 

Mentre studiava a Morehouse, si innamorò immediatamente della musica jazz. “Ricordo la prima volta che ho sentito la voce di Little Jimmy Scott, era una voce come la mia e non mi sono più sentito così imbarazzato a causa del mio timbro vocale”. 

Nel 2013, Cleveland ha pubblicato il suo album di debutto, “Ace of Hearts”, e ha vinto il premio New Artist of The Year di SoulTracks.com. 

Ha anche avuto l’onore di aprire la leggenda dell’anima Chaka Khan ed è stato l’ospite speciale di The Shadowboxers.

Sunny Days, feat Cleveland Jones, come nasce questa collaborazione?

Come spesso accade in questi casi c’è stato un incontro fortuito tramite un collaboratore e amico di vecchia data. 

Occhi e voci diverse raccontano la stessa sofferenza. A cosa ti riferisci e qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

Troppo spesso la società ci mette davanti alle differenze e ci divide in generi e colori, l’unica differenza per me si trova nella stupidità umana nel credere a questo antico gioco da governanti. 

Sofferenza che poi lascia spazio ad un giorno di sole? In musica si soffre per non morire?

Nella vita si soffre nella musica si vive. 

La musica quanto è importante, oggi, per portare dei giorni di sole in un mondo di brutte notizie?

Credo sia ancora importantissima, anche se lo spazio ai messaggi seri è sempre più risicato ad appannaggio del commercio. 

Cleveland dichiara che dopo avere ascoltato la voce di Little Jimmy Scott non si è sentito più imbarazzato a causa del suo timbro vocale. Mario Biondi ha mai avuto problemi simili e se si come li ha superati?

Anche io ho imparato a riconoscere ed amare la mia voce col tempo.

Questo brano è un preludio ad una collaborazione più duratura? Ci saranno altri brani e magari un album?

Sarebbe molto bello, me lo auguro vivamente.

Tanta vita in musica fino alla svolta che arriva con “This is what you are”, dici grazie solo a Mario Biondi?

Dico tutti i giorni grazie persino a quelli che mi hanno fatto male…

Tante date, sia in Italia che all’estero. Qual è il tuo rapporto con il pubblico e cosa riesce a darti ad ogni concerto?

La sensazione che siamo tutti nella stessa grande barca, la Terra e dobbiamo amarla. 

Da interprete qual è il tuo brano preferito? Qual è invece il “tuo” preferito dei tuoi?

Something that was beautiful scritta per me da Burt Bacharach. Love is a temple è un mio brano che amo.

Se dovessi dare un consiglio a un giovane che vuole cominciare a fare e creare musica?

Ama, vivi e sii te stesso.

Michela Campana e Alfonso Papa © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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