MATTIA CAROLI & I FIORI DEL MALE

Come non fossi qui il vostro nuovo EP ci parlate di questo lavoro?

Come Non Fossi Qui è il secondo lavoro in studio, il primo in italiano, un progetto che nasce dalla necessità di raccontare le esperienze accumulate durante le varie tournée avvenute nell’arco di questi ultimi quattro anni che ci hanno portato in giro per tutta l’Europa. L’EP ha come tema centrale il viaggio, l’inconscio e l’amore; le storie che raccontiamo si svolgono tra le grandi capitali cosmopolite: storie d’amore e di indifferenza, di social network e di poesia, di sogni e illusioni. Per descrivere la distopia sonora metropolitana siamo entrati nel mondo della musica elettronica, universo che prima non conoscevamo, affidandoci per questo a produttori come Leo Pari e Alessio Festuccia.

Roma, Berlino e Londra hanno visto i natali di questo EP. Quanto c’è di queste tre grandi capitali nell’album e volendo fare un parallelismo come si pongono queste tre città verso la musica?

C’è sicuramente molto, difatti Roma, Berlino e Londra, sedi delle registrazioni che hanno portato alla nascita di questo lavoro, vengono raccontate sia per le loro meraviglie nascoste, sia per descrivere un mondo frenetico e individualista dove c’è poco spazio per amore e poesia, in cui tutti sono molto social e poco socievoli. Ma in tutto questo caos c’è chi non si dà per vinto, chi ogni giorno combatte per ristabilire un ordine delle cose più umano e collettivo.

A proposito di città straniere, questo è il vostro primo lavoro in italiano mentre il precedente era in inglese. Come mai questa scelta?

È stata una scelta naturale… abbiamo deciso, in particolare per quanto riguarda i primi lavori, di usare la lingua inglese per avere un riscontro che superasse i confini nazionali e che ci permettesse così di portare la nostra musica in giro per il mondo. Inoltre la maggior parte dei nostri artisti di riferimento provengono da oltre confine. In quest’ultimo EP abbiamo sentito l’esigenza di apportare delle novità stilistiche tra cui quella di scrivere delle canzoni nella nostra lingua madre. 

Avete all’attivo tantissimi concerti in giro per il mondo, questa situazione strana che stiamo vivendo ci porta ad essere lontani dai palchi. Come state vivendo questo periodo e cosa vi manca di più del mondo “normale” a cui eravamo abituati?

Sicuramente quello che ci manca di più è il senso di condivisione che ha fatto da cornice a tutti i nostri concerti che abbiamo avuto la fortuna di fare in questi anni di tournée; l’interazione con il pubblico sempre pronto a confrontarsi e curioso di conoscerci meglio; tutte le persone incontrate, sia spettatori, o altri artisti, dalle quali successivamente, in più casi, sono nate collaborazioni ed amicizie.

Quali i progetti futuri?

Questo è un momento molto difficile per la musica e per il mondo delle arti e dello spettacolo in generale, in quanto questa crisi pandemica ha messo a dura prova gli artisti e l’intera filiera musicale. Non possiamo che augurarci di tornare presto sui palchi e sulle strade a cantare insieme al nostro pubblico.

Alfonso Papa © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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