Serena Brancale, vita d’artista.

Vita d’artista, 50 minuti, divisi in undici tracce per raccontare chi è Serena Brancale.

Esatto, 50 minuti di musica per cambiare carta d’identità, raccontarmi con nuove canzoni. Descrivermi nei miei 30 anni.

Classe 1989 amore per il jazz riportato in questo album tutto anni 80. Come mai il riferimento agli anni 80?

Ho sempre ascoltato sin da piccola la musica degli anni ‘80 grazie all’influenza dei miei genitori. 

Mio padre per il soul, mia madre per il jazz e la musica popolare.

È stato edificante per me aver avuto una famiglia di artisti curiosi ad ogni genere musicale.

Come mai per la registrazione dell’album hai scelto la Svizzera?

È stata la Svizzera ad avermi scelto. 

Ho conosciuto un produttore svizzero grazie al quale è iniziata la produzione del disco che poi è stata ultimata a Roma. Ho suonato in Svizzera svariate volte in diversi contesti quello che mi è rimasto più a cuore è Ascona Jazz Festival.

Incisiva e spontanea, musicalmente cosa hai voluto trasmettere a chi si ferma ad ascoltarti sul serio?

Cerco di imbastire il mio spettacolo a mo di show. 

Chi mi ascolta spero apprezzi questo nei live. Scrivo musica raccontando quello che vivo da musicista ogni giorno in questo paese con le difficoltà a volte di non essere veramente compresi e la soddisfazione di fare un mestiere Meraviglioso.

Tanti studi e tante passioni, la musica per te rappresenta il collante per ognuna di esse. Secondo te, possono coesistere tutte e allo stesso tempo riesci a dare il giusto spazio alla musica?

La musica nella mia vita viene prima di tutto.

Ho studiato danza, teatro, ho lavorato in radio, ho partecipato ad alcuni film ma niente ha preso mai il posto della musica semmai sono stati tutti studi che mi hanno aiutato ad essere più forte nella performance.

Sono tutte arti che hanno e mi perfezionano continuamente nei live. 

Serena Brancale durante la “vita d’artista” vissuta fino ad oggi, ha già capito di essere un’artista o ha ancora bisogno di sperimentare per capire di esserlo?

Ogni giorno è diverso.

Non sempre mi sento un’artista.

La vita è fatta anche di cose rognose da sbrigare dove bisogna essere lucidi e macchinosi , a volte non cè spazio per le passioni.

Per fortuna la mia vita è costituita all’ 80% da arte, amici musicisti, famiglia e Roma.

Posso dire però che oggi mi sento più artista di ieri ma non ho bisogno di manifestarlo, è una sensazione che porto dentro.

Una bellissima responsabilità .

Michela Campana e Alfonso Papa © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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