Subsonica, un equilibrio dettato dalla nostra musica.


Dopo una prima parte tutta europea, il vostro Tour arriva in Italia. Come mai la scelta di partire dall’Europa e cosa dobbiamo aspettarci in questi concerti?

Il disco è uscito in un periodo a cavallo tra l’ estate e l’autunno, per cui dovevamo aspettare un po’ per preparare la tournée.

In questo lasso di tempo abbiamo pensato, insieme al gruppo che lavora con noi, di iniziare dall’estero creando una sorta di war map in preparazione per concerti nei palazzetti in Italia.

Sono più di dieci anni che suoniamo anche fuori dall’Italia, girando per club europei e c’è tantissima gente che aspetta i Subsonica. Per l’occasione abbiamo preparato una scaletta mista, contenente oltre ai nostri brani storici anche dei brani del nuovo disco e siamo ripartiti.

Siccome erano più di tre anni che non suonavamo insieme abbiamo utilizzato questo tempo per rincontrarci e ricominciare a suonare insieme.

All’estero, in genere, si suona in dei club che hanno degli spazi molto ridotti rispetto ai palazzetti che utilizziamo in Italia. Trovarci in quella situazione è stato l’ideale.

Tornando al tour italiano, abbiamo strutturato questo spettacolo in modo molto ambizioso. Partiremo questo fine settimana da Ancona. Un palco completamente in movimento, ed è il primo del suo genere, mai usato in Italia. Sarà uno spettacolo molto entusiasmante sia da vedere che da vivere. Ogni elemento del palco si muoverà insieme al gruppo e insieme al pubblico, in modo che esso sia sempre in movimento ed interagisca con la nostra musica.

Il tour toccherà “8”  città , “8” sono gli album che avete pubblicato e “8” è il titolo dell’album. Questo numero tanto ricorrente, nasconde anche dell’altro?

“8” è un numero molto simbolico, nell’”8″ c’è il simbolo dell’infinito e quindi il concetto del tempo che  scorre e ritorna.

Se si ascoltano le parole dei brani dell’album si nota che anche la parola “tempo” ritorna spesso. Il concetto del tempo che scorre, del tempo che ritorna. “8” in certe culture orientali assume il significato del senso dell’equilibrio.

Due cerchi che si toccano nel centro. Per un gruppo di cinque persone come il nostro, con un carattere molto forte l’equilibrio risulta essere un elemento fondamentale.

L’insieme di tutti questi elementi  e in più il fatto che questo è il nostro ottavo album ci ha spinto a scegliere “8” come titolo.


Nel brano “l’incubo” si vede la partecipazione del rapper Willie Peyote. Come mai la scelta di un rapper, apparentemente molto lontano dal vostro modo di far musica?

A livello di linguaggio, il rap, è sicuramente un linguaggio diverso come mezzo di comunicazione. Noi arriviamo dall’elettronica e abbiamo caratteristiche diverse su determinati  suoni. Le distanze e le differenze però a volte fanno forza, ti danno la possibilità di interagire ancora meglio. Quello che c’è di simile tra noi e lui è la poetica dell’immaginario.

Intorno a lui e a noi all’epoca si era creato un mondo immaginario che fondamentalmente abbiamo sempre vissuto. Questa cosa ci ha spinto ad incontrarci e a conoscerci. Essendo sia noi che lui di Torino non abbiamo avuto molte difficoltà logistiche. E’ stato facile discutere, incontrarci e trovare punti di intesa ed è venuto naturale chiedergli di realizzare questo brano insieme.

Adesso Willie è con noi nel tour e gli abbiamo dedicato parte del concerto, infatti  sarà sul palco con noi per tre brani.

Sanremo 2017 col brano “Vedrai” come solista…Pensi ad un possibile ritorno con i Subsonica a Sanremo?

Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. I Subsonica hanno una creatività che non segue i dettami di una manifestazione come Sanremo. Per andare a Sanremo devi in qualche modo avere un progetto, devi avere un brano che vada a parlare ad un certo tipo di pubblico e possa stare bene su quel palco.

Noi specie negli ultimi anni abbiamo creato un percorso molto legato alla nostra sperimentazione. Sarebbe poco intelligente e poco rispettoso anche per quel palco andare a raccontare un mondo che per capirlo ha bisogno di tempo.

Per cui la vedo complicata, che i Subsonica possano ritornare su quel palco, ma non si può mai dire. La prima volta che ho detto sarà difficile che andremo a Sanremo è stato nel 2000 e  poco dopo ci siamo andati. Qualche mese prima di andarci da solo avevo detto la stessa cosa…

Quindi non c’è due senza tre?

Magari…

Michela Campana © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

 

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