| Il singolo del cantautore varesino è una nuova versione del brano incluso nell’album “Postumi”: un viaggio elettrodance anni ’80 insieme a Fabrice Pascal Quagliotti dei Rockets. |
«“Elevato Tasso” era nato per denunciare i “cappelli” che mi erano stati messi addosso, trasformando dicerie e false credenze in un personaggio: l’uomo‑tasso. Con ET2 quel tasso non cade più, ma decolla. È un ultimo (?) viaggio che parla di accettazione e autoironia, insieme al Maestro Fabrice Pascal Quagliotti dei Rockets, che con i suoi synth e il suo vocoder porta il Tasso direttamente nello spazio.» Loste
Dopo l’uscita del suo album d’esordio “Postumi”, Loste torna con “ET2 (Elevato Tasso 2)”, una versione completamente nuova del brano-manifesto “Elevato Tasso”. Un pezzo che non è un semplice remake, ma un vero e proprio capitolo conclusivo: il Tasso, simbolo del mondo di Loste, questa volta non cade più ma decolla.
Il brano abbandona il punk/rock ruvido dell’originale per abbracciare un’estetica elettronica anni ’80: cassa dritta, synth analogici, vocoder e un immaginario spaziale che richiama la space‑music di quell’epoca. La produzione è firmata da Antonio “Aki” Chindamo, mentre gli inconfondibili synth e il vocoder sono di Fabrice Pascal Quagliotti, tastierista, autore e membro fondatore dei Rockets, che impreziosisce il brano con il suo tocco iconico.
“ET2 (Elevato Tasso 2)” riprende uno dei personaggi chiave dell’universo di Loste — l’uomo‑tasso — e lo porta verso una nuova dimensione. Come sempre, dietro la ferocia c’è vulnerabilità, dietro la goliardia c’è denuncia: il brano trasforma dicerie, false credenze e “cappelli” messi addosso dagli altri in un’energia che diventa autoironia, accettazione e liberazione.
La copertina, realizzata da Claudio Delia, cita apertamente ET l’Extraterrestre e raffigura il decollo del Tasso e dell’alieno verso lo spazio.
