Massimo Giuntoli a Milano con F.I.T. – Found In Translation

Versi e prosa dell’assurdo tradotti nelle lingue più disparate – pronuncia fonetica inclusa – per mezzo di inattendibili traduttori automatici. Interi paragrafi o segmenti di frasi che vedono alternarsi idiomi differenti, a generare accostamenti paradossali ed effetti di astrazione semantica cui viene a corrispondere un linguaggio musicale sospeso e imprevedibile. Questo è il nucleo fondante di F.I.T. – Found In Translation, il nuovo progetto di Massimo Giuntoli, musicista e performer come sempre ispirato dalle innumeveroli connessioni tra parola e suono, tra linguaggio e musica. Nuovo appuntamento con Giuntoli accompagnato dal suo harmonium in F.I.T. giovedì 22 febbraio al Bezzecca Lab (via Bezzecca 4, Milano) in occasione del programma Bezzecca In Musica. Giuntoli prosegue così nel suo percorso di esplorazione del controverso rapporto tra testo e musica, iniziato con Pie Glue – Singing The Beat Generation, proseguito con l’America ottocentesca di Piano Poetry, passato per il cut-up di dialoghi cinematografici di One Song e ora approdato con F.I.T. ad un’improbabile lingua universale che si prende gioco tanto dei confini tracciati sulla Terra dalla specie più evoluta del nostro pianeta quanto del concetto di “straniero” ancora così profondamente radicato nella società dell’uomo contemporaneo. Compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, Massimo Giuntoli inizia la sua attività alla fine degli anni ‘70. Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la scena di Canterbury, Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l’accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri idiomi, con l’uso ricorrente, spesso reinventato, di tecnologie elettroniche della più varia specie. Attivo dal vivo, sia in italia che all’estero, dal 1980, ha pubblicato vari album di cui Diabolik e i sette nani (1982) e Giraffe (1992) ricercatissimi nel mercato del collezionismo. Nel corso degli anni si è impegnato in numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific, diventando così uno degli artisti italiani più eclettici e multiformi. Letteratura, architettura, elettronica, luoghi pubblici e siti storici e artistici: i lavori di Giuntoli trovano spazio e risonanza in location varie, nelle quali la riflessione sulla composizione, sul suono, sul rapporto con aree extramusicali è sempre significativa.

Giovedì 22 febbraio 2018  ore 21.00  BEZZECCA LAB via Bezzecca 4 zona piazza Cinque Giornate Milano

 

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