Prendetevi la luna, arriva a Como

Lo psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano PAOLO CREPET,  una delle voci più amate e ascoltate sui temi dell’educazione, arriverà con il suo show “PRENDETEVI LA LUNA” al Teatro Sociale di Como domenica 25 febbraio.

«Incontro tanta gente, mi chiedo che cosa possono volere da me. Certamente una guida, una speranza, forse perfino una luce che accendo i cuori di giovani e meno giovani. C’è sete e fame di parole, di pensiero. Cercano un’eresia in un mondo codificato. Non posso che dire loro ciò che mi sono ripetuto per anni lungo il corso della mia vita: “prendetevi la luna”. Siate ambiziosi, cercate la vostra unicità. Bisogna avere la fronte alta e continuare a sognare. Il pericolo è nella bonaccia delle emozioni, nella rassegnazione, è in chi semina accidia e smarrimento come se fosse la regola del più aggiornato marketing dell’esistenza. Opporsi a tutto questo è il mio desiderio, la mia missione, la ragione per cui continuo a peregrinare nelle piazze e nei teatri. Cerco libertà, passione, coraggio. Il resto è noia».  

Lo spettacolo “PRENDETEVI LA LUNA”, organizzato da MyNina Spettacoli per questa occasione, che vuole essere un invito a continuare a sognare, essere ambiziosi e cercare la propria unicità, anche di fronte alle difficoltà ed allo smarrimento, arriva dopo la pubblicazione dell’omonimo libro che Crepet ha scritto per la necessità e la voglia di mettere in dubbio ciò che diamo per scontato del nostro presente e per costruire insieme il futuro. Crepet torna sui temi a lui più cari: l’educazione, la scuola, la famiglia e ci ricorda qualcosa di molto importante e fondamentale: non sono gli eventi che ci cambiano, ma siamo noi che cambiamo gli eventi. Per cui è necessario farsi forza, rimboccarsi le maniche e accendere in noi la speranza e la volontà di creare un futuro migliore.
Per questo dice ai giovani e anche a chi non lo è più: prendetevi la luna. Ognuno la sua, ovviamente.

«“Prendetevi la luna” non è un consiglio, ma una suggestione. Non vale solo nei momenti difficili, ma anche in quelli di gioia, o quando si tende più alla rassegnazione che all’esaltazione. La luna è lì apposta, scompare e ricompare proprio perché se ci fosse sempre sarebbe banale. Funziona come il desiderio, che implica il cercar le stelle proprio quando non ci sono o si teme siano nascoste da qualche parte dell’universo. Oggi più che mai siamo catturati dal presente e ce lo siamo fatti bastare, forse atterriti per ciò che potrebbe essere alle porte o per sazietà di quanto possediamo. La famiglia fatica nella propria funzione autorevole, la scuola è inzuppata di burocrazia e impermeabile al cambiamento, l’attenzione per l’ambiente, tentando di garantire un futuro benefico, rischia di colpire la bellezza, mentre le tecnologie disegnano un mondo di relazioni mute e asservite a nuovi ordini categorici. È come se il futuro proponesse messaggi controversi invece che rassicuranti. Eppure, non sono gli eventi che ci stanno cambiando, ma noi che cambiamo gli eventi. Inseguire un orizzonte, non conquistarlo, questo è il senso di pensare e di scrivere. E oggi c’è proprio bisogno di cercare qualcosa di nuovo. Non tutti ci provano, né sentono quest’obbligo. Si combattono guerre terribili, eppure è più preoccupante ciò che non fa rumore e che si annida in tante anime persuadendole ad arroccarsi, a difendersi chiudendo l’uscio di casa. Girano spacciatori di comodità, allettano i pensieri di molta gente».

Carmela Bove © copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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