LA GATTA CENERENTOLA DELLA MAD ENTERTAINMENT

Gatta Cenerentola-22072016Dopo “L’Arte della Felicità” la nuova sfida della Mad Entertainment si chiama “Gatta Cenerentola”, film d’animazione diretto da Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone e Alessandro Rak. I registi hanno fatto tappa al Giffoni Film Festival per raccontare lo spirito, il senso e la cifra stilistica della prima trasposizione cinematografica della favola di Giambattista Basile.

Il film di animazione sarà pronto entro il 2016 e debutterà il prossimo anno. “Proponiamo – spiegano i registi – la rielaborazione di una favola che appartiene al nostro patrimonio culturale. Basile ha trascritto i racconti del popolo, i racconti delle mamme e delle nonne di Napoli. È una favola del ‘700 e diversamente dalla Cenerentola tradizionalmente intesa ci sono elementi più cruenti che abbiamo inteso conservare. Così come abbiamo conservato un’ambientazione noir e abbiamo mantenuto tutti gli archetipi della favola”.

C’è Napoli in questa trasposizione cinematografica? “Ambientiamo – continuano gli autori de film di animazione – la favola in un presente parallelo, i un futuro improbabile. C’è un aspetto magico che viene valorizzato attraverso la presenza degli ologrammi. L’idea è quella di descrivere luci ed ombre di una città. Che non è Napoli ma che può essere Napoli. Attraverso questo tipo di narrazione abbiamo il modo di sentirci nel vivo di una città, di contribuire al cambiamento di una città”.

Di questo hanno parlato al Giffoni Film Festival: “Per la prima volta – dicono gli autori – partecipiamo ad un festival dedicato ai ragazzi ed in cui i ragazzi sono protagonisti come giurati. Abbiamo apprezzato molto l’effervescenza che si respira qui a Giffoni”. “La Gatta cenerentola” ha avuto un prestigioso riferimento teatrale nel maestro Roberto De Simone. È stato riferimento anche per i quattro registi della Mad Entertainement? “Noi – dicono – abbiamo inteso regalare questa fiaba al cinema così come De Simone l’ha portata in teatro. Siamo fortemente legati alla fiaba originaria che ci dà il nutrimento narrativo”.

Il film è in fase di lavorazione: “Siamo sviluppando i punti di forza del film – aggiungono i registi – Sappiamo che non abbiamo un target preciso di riferimento. Ci piace raccontare storie che possano andar bene ai ragazzi, ai nonni, ai genitori, e quindi ad un pubblico trasversale. Nella storia ci sono aspetti impegnativi che possono indirizzarsi ad un pubblico adulto. Bisogna vincere in qualche modo il pregiudizio secondo il quale un film di animazione è indirizzato solo ai più piccoli. Così è stato per l’Arte della Felicità che poi ha avuto una sua fruizione ampia”.

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