Oggi Dolci Monteleone è una realtà solida e riconosciuta, capace di rifornire alcune delle migliori pasticcerie e i principali supermercati su tutto il territorio nazionale. Una produzione ampia, strutturata, ma mai anonima. Perché se c’è un prodotto che incarna l’anima più profonda dell’azienda, quello è senza dubbio la sfogliatella: un dolce iconico, curato nei dettagli, frutto di una maestria artigianale che nel tempo è diventata il vero segno distintivo del lavoro di Francesco Monteleone. Accanto alla fedeltà alla tradizione, però, vive una tensione continua verso il cambiamento. Dolci Monteleone non smette di sperimentare, ampliando la propria visione anche al salato. Nascono così creazioni originali come una mini pasticceria d’élite. Un’evoluzione naturale che guarda anche al mondo degli apericena, intercettando un pubblico sempre più attento non solo alla qualità, ma all’esperienza complessiva.
Lo scorso anno, in occasione di San Valentino, questa capacità di coniugare emozione e gusto ha trovato una delle sue espressioni più riuscite con Il Dolce dell’Amore: una creazione firmata Monteleone che ha conquistato la Città dei Fiori, apprezzata tanto dalla gente comune quanto da numerosi VIP presenti a Sanremo. Un dolce diventato simbolo di un modo di fare artigianato che parla al cuore prima ancora che al palato e che, anche quest’anno, farà il suo ritorno in scena in maniera semplicemente strepitosa!
L’attività dell’imprenditore dolciario ha inoltre ricevuto il titolo di Eccellenza Italiana di Casa Sanremo 2025, un riconoscimento di grande prestigio che corona le ambizioni e i risultati concreti dell’azienda dolciaria.
Oggi, mentre ci avviciniamo a Casa Sanremo 2026, quel racconto si trasforma in una chiave di lettura più ampia: uno sguardo consapevole su ciò che è mutato, su ciò che si è consolidato e su come il concetto stesso di eccellenza italiana continui a evolversi, in equilibrio tra radici territoriali, slancio innovativo e visione imprenditoriale. Riprendere il dialogo significa proiettarsi in avanti, interrogare il futuro e riconoscere il ruolo che oggi le imprese d’eccellenza possono assumere all’interno di un contesto culturale e simbolico come Casa Sanremo. Le creazioni dolciarie di Monteleone saranno protagoniste di due significativi appuntamenti inaugurali: il 14 febbraio, in occasione di San Valentino, e il 22 febbraio, giornata che segna ufficialmente l’avvio del Festival. Nel corso della settimana, inoltre, saranno proposte in selezionati momenti di aperitivo, offrendo un’esperienza di gusto raffinata, autentica e perfettamente riconoscibile.
A distanza di un anno dall’ultima intervista, in che modo è cambiato il suo sguardo sul percorso imprenditoriale di Dolci Monteleone e su ciò che oggi considera davvero essenziale nel suo lavoro quotidiano? Il tempo insegna a distinguere ciò che è urgente da ciò che è davvero importante. Oggi ho uno sguardo più maturo e consapevole, meno istintivo e più riflessivo. Ho compreso che crescere non significa soltanto produrre di più, ma produrre meglio, con maggiore attenzione e responsabilità. L’essenziale, per me, resta la qualità del prodotto, il rispetto delle persone che lavorano al mio fianco e la cura quotidiana dei dettagli. È su queste basi che si costruisce un percorso solido, credibile e duraturo.
Guardando al futuro, quale valore sente di dover custodire con maggiore attenzione per continuare a far crescere la sua azienda senza perdere l’anima artigianale che la contraddistingue? L’autenticità… È questo il valore più delicato e, allo stesso tempo, il più potente. Innovare è fondamentale, ma non deve mai significare tradire le radici. L’anima artigianale non è un limite, è una bussola. Custodirla vuol dire non avere fretta, rispettare i tempi del prodotto, saper ascoltare il mercato ma anche il silenzio del laboratorio. È così che si cresce senza snaturarsi, mantenendo un’identità riconoscibile.
Negli ultimi tempi avete ampliato l’offerta con una linea di piccola pasticceria e rafforzato la presenza a Milano. Che ruolo hanno oggi questi prodotti nella visione di Dolci Monteleone e come dialogano con la vostra identità storica? La piccola pasticceria rappresenta una naturale estensione del nostro modo di lavorare. È un formato più contemporaneo e dinamico, ma che richiede la stessa cura, la stessa precisione e lo stesso rispetto per la materia prima. Milano, da questo punto di vista, è una piazza stimolante: esigente, veloce e molto attenta alla qualità, soprattutto nel mondo degli apericena. Portare lì i nostri prodotti significa misurarsi ogni giorno con un pubblico preparato, senza rinunciare alla nostra identità. Anche in formati più piccoli, l’obiettivo resta lo stesso: garantire riconoscibilità, equilibrio e un gusto che lascia memoria.
In che modo la presenza delle Eccellenze Italiane a Casa Sanremo può contribuire a raccontare un Made in Italy più autentico, fatto non solo di prodotto ma anche di storie, persone e territori? Casa Sanremo è un luogo fortemente simbolico, dove il prodotto diventa racconto e, quindi, va comunicato in modo continuo, non solo durante le interviste. Qui il Made in Italy non è soltanto una vetrina, ma una narrazione viva: dietro ogni eccellenza ci sono mani, sacrifici, famiglie e territori che meritano di essere valorizzati. Raccontare tutto questo restituisce profondità e dignità al concetto stesso di eccellenza italiana.
In vista di Casa Sanremo 2026, quale ruolo immagina per le imprese d’eccellenza all’interno di questo spazio: semplice testimonianza di qualità o vero e proprio motore culturale capace di ispirare nuove visioni? Credo fortemente che oggi le imprese d’eccellenza debbano essere veri motori culturali. Non basta dimostrare di saper fare bene: bisogna ispirare, trasmettere valori, lasciare un segno. Casa Sanremo può e deve essere questo: un luogo in cui il futuro dell’eccellenza italiana prende forma, davanti agli occhi di tutti, attraverso esempi concreti e visioni condivise.
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