A PARTIRE DALLO STABAT MATER DI SOLLIMA DIRETTO DA RICCARDO MUTI PER THEREMIN SOLISTA

Nei concerti a Ravenna (Pala De André, 7 luglio) e Lampedusa (Teatro naturale della cava, 9 luglio) Riccardo Muti dirige lo Stabat Mater di Giovanni Sollima; thereminista solista Lina Gervasi, con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, il Coro della Cattedrale di Siena G. Chigi Saracini diretto da Lorenzo Donati, e il controtenore Nicolò Balducci.

Ph: Marco Borrelli

C’è ancora Lampedusa. Non solo sulle rotte dei barconi migranti nel Mediterraneo: domani – dopo il debutto a Ravenna – si conclude al Teatro naturale della cava di Lampedusa Le vie dell’Amicizia, il progetto diretto da Riccardo Muti per il Ravenna Festival, dedicato al Mediterraneo come luogo di incontro, luogo di ferite da sanare, il Mediterraneo ‘madre’ delle tante culture sviluppatesi intorno ad esso. Nato a Sarajevo nel lontano 1997, quest’anno il progetto, dopo il consueto debutto a Ravenna nell’ambito del prestigioso festival, porterà a Lampedusa lo Stabat Mater di Giovanni Sollima, diretto dal M° Muti per theremin e controtenore solisti – rispettivamente Lina Gervasi e Nicolò Balducci – con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro della Cattedrale di Siena G. Chigi Saracini diretto da Lorenzo Donati. Chi non avrà la fortuna di assistere personalmente ai concerti, potrà seguire l’evento in televisione, su Rai1, dove verrà trasmesso la sera dell’8 agosto (poi in replica su Rai5).

Comporre uno Stabat Mater significa misurarsi con la descrizione del più grande dei dolori, quello di una madre che piange il figlio morto” spiega Sollima a proposito della sua opera davvero struggente. Questa è su versi in siciliano antico e contemporaneo di Filippo Arriva, lingue di ieri e di oggi che si intrecciano per raccontare un dolore unico nei secoli: la Madre davanti al Cristo crocifisso, come la madre di Gaza, come il bambino che muore sulla spiaggia in Turchia. Nel concerto alcuni musicisti, compreso lo stesso Sollima, suonano strumenti ad arco realizzati con i resti dei barconi naufragati.

Prendendo spunto dalla scelta senz’altro inconsueta di Sollima e Muti di portare in teatro un concerto con il theremin strumento solista, scopriamo uno strumento e un’artista – Lina Gervasi – davvero sorprendenti.

Il theremin è il primo strumento elettronico (ha da poco ‘compiuto’ 100 anni), è poco diffuso e legato solitamente alle sonorizzazioni di film (le più note sono quelle dei film di Dario Argento). È estremamente affascinante guardare qualcuno che suona questo strumento, perché si suona senza alcun contatto fisico e nessun riferimento visivo. I suoni vengono prodotti dal movimento delle mani all’interno di un campo magnetico, irradiato da due antenne che comunicano tra loro e il musicista deve “soltanto” muovere le mani in questo campo. Una sorta di elegante danza nell’aria.

Lina Gervasi si è avvicinata al theremin quasi per caso, o meglio ‘per sfortuna’: diplomata in flauto traverso, musicista affermata, 4 anni fa ha sofferto di una grave intolleranza ai metalli pesanti che non le ha permesso di suonare il flauto per due anni. Ma la musica è ed è sempre stata la sua vita e non volendone fare a meno, ha cercato e studiato uno strumento che si suonasse senza contatto fisico, da questo la scelta del theremin. Ne ha comprato uno su internet senza avere idea di come suonarlo e poi ha dovuto inventare e studiare come ricavarne le note di una scala pentatonica. Donna sensibile e tenace, musicista appassionata e studiosa, è stata subito riconosciuta come una thereminista di particolare tecnica e bravura.  Di qui è nata la sua amicizia con Giovanni Sollima e quindi la sua composizione per theremin diretta in questi giorni da Muti, che durante le prove è stato estremamente prodigo di complimenti ed elogi nei confronti di Lina.

Lo scorso dicembre, dopo un raffinato progetto sulle colonne sonore, Musica Lavica Records ha pubblicato il primo album di inediti della Gervasi, scritto interamente da lei, Beyond the Mirror. Il progetto Beyond the Mirror nasce da una lettera-fiume scritta alla nonna appena scomparsa, ed è diventato prima la ‘trama’ dell’album di inediti, poi un romanzo pubblicato da Algra ed. a maggio e presentato a Montecatini nella rassegna “Acqua in bocca ma non troppo” (in quella occasione Lina ha conosciuto Andrea Bocelli che l’ha invitata a suonare con lui), poi un graphic novel, presentato in anteprima a Roma a Sconfinamenti e a Catania all’Etna Comics e che verrà pubblicato a fine estate da Alma ed.

Protagonista di Beyond the Mirror è David: un adolescente che intraprende un viaggio misterioso e fantastico oltre lo specchio, attraversando mondi paralleli alla scoperta del proprio Io. È il viaggio che ognuno di noi compie nella propria vita, un percorso difficile e meraviglioso, ricco di incontri felici e dolorosi, di luoghi festosi e bui, raccontato magicamente nel disco attraverso il suono suggestivo del theremin. L’album vanta preziose collaborazioni: Claudio Simonetti dei Goblin, Fabrizio Bosso e Giovanni Sollima, oltre al produttore e chitarrista Denis Marino. Lo Specchio è la metafora che sottende l’intero album: riflette ogni dettaglio della realtà, anche ciò che preferiremmo non vedere, e va oltre l’apparenza; è il varco che è necessario attraversare per confrontarci con ogni piega del nostro spirito, è la chiave che consente l’accesso una dimensione onirica dell’“Io” ed è quindi il simbolo della musica stessa.

Insomma Lina e il suo theremin sono una magia da non perdere!

Spotify: LINA GERVASI – BEYOND THE MIRROR

Marcella Chiummo© copyright Backstage Press. All Rights Reserved

 

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