Dopo “La Legge dello Specchio” e “Videogame” feat. Rancore, arriva oggi l’annuncio de “Il Viaggio dell’Anima” (Maqueta Records/Triggger/Sony Music Italy), il nuovo singolo di Jesto, disponibile ovunque da venerdì 17 aprile. Un nuovo estratto da “Stato di Coscienza”, l’album in uscita l’8 maggio, che sarà celebrato anche dal vivo in occasione di due speciali appuntamenti il 23 maggio a Roma e il 27 maggio a Milano.
Il brano si sviluppa come una meditazione sul significato del vivere, sul rapporto tra corpo e coscienza, tra esperienza e trascendenza, collocando l’essere umano all’interno di un percorso evolutivo più ampio, dove nulla accade in modo casuale e ogni evento assume valore come parte di una trasformazione interiore.
In questa prospettiva, la sofferenza smette di essere soltanto ferita e diventa strumento; la materia, da limite, si trasforma in passaggio, mentre l’esistenza stessa assume i contorni di una prova necessaria attraverso cui la coscienza si espande, si mette alla prova e si riconosce.
Sorretto da un tappeto sonoro solenne, che amplifica la dimensione contemplativa del brano, “Il Viaggio dell’Anima” si muove con un respiro quasi rituale, trasformando la musica in spazio di immersione e il ritornello in un mantra che accompagna l’ascoltatore oltre la superficie delle parole.
Qui la scrittura di Jesto raggiunge uno dei suoi punti più maturi: il rap non è più soltanto esercizio tecnico o strumento espressivo, ma pratica di ricerca, mezzo attraverso cui interrogare il reale e tentare di intravedere ciò che si cela oltre la sua apparenza.
“Stato di Coscienza” non è solo una raccolta di brani, ma una traccia lasciata nel tempo, un’eredità artistica e spirituale in cui suono e scrittura si intrecciano per esplorare livelli diversi dell’esperienza umana, tra materia e percezione, tra ciò che appare e ciò che resta invisibile.
“Jesto ha attraversato un percorso che pochi comprendono finche’ non lo fanno in prima persona. La filosofia, la spiritualità, l’esoterismo non erano per lui ornamenti estetici: erano strumenti di lavoro. La sua vocazione era quella dello sciamano, dell’architetto di riti emotivi e spirituali, del guaritore di anime. Dal piombo dell’ansia all’oro della consapevolezza: e’ questa la trasmutazione che ha operato, brano dopo brano, vita dopo vita” racconta suo fratello Hyst.
Dal punto di vista sonoro, il progetto evita formule predefinite, aprendo il rap a nuove possibilità espressive. I brani nascono dalla pre-produzione di Pankees, collaboratore storico e figura chiave nella definizione del suono, per poi essere adattati e arricchiti per orchestra dal Maestro Fernando Alba, creando una fusione coerente tra linguaggio urban e scrittura musicale più ampia. Una ricerca che si riflette anche nell’estetica, caratterizzata da sobrietà ed eleganza, restituendo una maturità artistica compiuta.
Jesto parte da sé, attraversando la propria storia e le contraddizioni che lo hanno formato, fino a costruire un discorso che supera l’individuo e diventa universale. Non cerca approvazione, ma segue un’urgenza espressiva che si traduce in una scrittura diretta e consapevole, capace di unire introspezione e visione.
Dal racconto del disagio, espresso agli albori della sua carriera, si arriva a una consapevolezza più profonda, in cui il valore non è più nell’accumulare ma nell’essere. La musica diventa così uno strumento di trasformazione, attraverso cui esplorare le proprie zone d’ombra. Il filo conduttore è uno spostamento dalla realtà esterna a quella interiore: ciò che accade fuori si riflette dentro, mentre paura, identità, pensiero e attenzione diventano parte di un’indagine su cosa significhi essere coscienti, senza offrire risposte semplici ma aprendo spazi di riflessione.
