Dal 1°novembre potremmo ascoltare “danza magica”, il tuo nuovo singolo…un viaggio attraverso simboli e metafore. Ci parli di questo nuovo progetto?
“Danza Magica” è una canzone metaforica ma io credo che a livello inconscio il messaggio sia molto preciso. L’idea del testo è partita da una meditazione di Piergiorgio Caselli su youtube, parlava del fatto che la vita è una “festa”, non un serie di problemi da risolvere.
La notte è la metafora dell’oscurità che ci spaventa ma sotto sotto ci attrae.
È la metafora della tossicità di alcuni comportamenti che abbiamo nei confronti di noi stessi e della vita in generale.
Accettando l’esistenza di questo lato oscuro possiamo trasformarci ed evolverci.
In questi termini va intesa la frase “abbracciare senza ali tutto il cielo”, oppure “tornare a respirare dentro il mare”.
Ci sembra impossibile avere i mezzi per affrontare le difficoltà, andare oltre sé stessi, come è impossibile volare, o respirare sott’acqua, però i mezzi arrivano se siamo aperti.
Un viaggio che avviene di notte, o meglio parte dal buio della notte ma ti guida verso una chiarezza interiore.
Esattamente, è un’integrazione della parte oscura. Quante volte ci nascondiamo dietro ai nostri piaceri quotidiani, oppure scappiamo dai nostri doveri, tutto questo è perché abbiamo paura di soffrire, di scoprire la nostra reale condizione. Scoprire ed accettare la nostra condizione confusa è la base per cambiarla. Fare chiarezza è l’unica strada per essere felici.
Quanto è importante affrontare le paure per divenire più forti?
La paura l’abbiamo per qualcosa di terribile che dovrebbe accadere.
La realtà è che quel qualcosa non lo conosciamo ancora, quindi come facciamo a sapere se sarà davvero spaventoso? La forza viene fuori dalla consapevolezza che la paura è uno spettro, è un illusione.
Invece la sofferenza fisica che sentiamo potrebbe essere il risultato di anni di comportamenti e pensieri negativi, ed ormai è reale per il nostro corpo, per quello dovremmo curarci.
Il videoclip ci propone una rivisitazione del nastro originale “Omega” di Donald Fox, come nasce l’idea?
L’idea nasce da alcune parole chiave e dall’incombenza di creare un videoclip a costo zero in poco tempo.
Riprese vintage dell’universo, questa era l’idea iniziale, “Omega” è su youtube ed è di dominio pubblico.
Io l’ho rimontato anche se alcune parti si sposavano perfettamente con la musica senza apportare nessuna modifica.
“Omega” mostra alcune immagini dell’universo e di questi ragazzi intenti a meditare, alla fine questi ragazzi insieme al resto dell’umanità si trasformano in sfere di luce e ritornano al centro dell’universo riunendosi con il tutto.
Questa cosa va intesa ovviamente in senso metaforico, io penso che il ritorno al tutto sia semplicemente un distaccarsi dalla nostra piccola individualità a favore di una consapevolezza più ampia che porta a risolvere i nostri problemi, ma anche ad essere di grande aiuto per gli altri, e di andare molto oltre a quelle che sono le nostre attuali concezioni di noi stessi e del senso della vita.
Sempre in riferimento al videoclip, l’utilizzo dell’AI? Un ponte tra passato e nuova creatività.
L’ AI ti fa rendere conto che gli ostacoli non sono più troppo fisici o tecnici, se si ha la giusta idea si può chiedere all’AI di metterlo in pratica e lei lo metterà in pratica, ovviamente nei limiti delle attuali tecnologie in commercio. Inoltre attraverso l’AI si può avere una stimolazione intellettuale notevole, si può fare molta chiarezza.
Suono, immagine e parola tre ingredienti del tuo modo di fare musica. Come li combini tra loro e qual è il segreto per il giusto equilibrio?
Non so quale è il giusto equilibrio in realtà!
Secondo me si deve veicolare un messaggio potente, ben definito.
Le parole, i suoni e l’immagine si devono orientare nella direzione di questa potenza!
Questo brano anticipa un LP realizzato nell’ambito del programma “Per chi Crea”, quanto sono importanti progetti come questo per chi vuole far musica?
Avere un finanziamento per fare musica è la strada per crescere, per fare delle esperienze in studio, per creare contenuti di qualità, per promuoverli.
I costi possono essere notevoli, e se ne va via anche molto tempo, soprattutto per l’artista che ne è direttamente interessato.
Non penso che i soldi siano indispensabili, almeno per la creazione artistica vera e propria, perchè molti dischi incredibili sono nati con pochissimi soldi, però in ogni caso per avere il tempo di dedicarsi ai vari aspetti di un progetto artistico ci vuole una stabilità economica, molta energia e molto tempo libero.
La SIAE sta dando un contributo enorme attraverso questi bandi, ma anche altre realtà lo fanno, ad esempio il concorso musicale “Rock Contest”.
Queste realtà sono utili e necessarie allo sviluppo culturale di tutta la comunità.
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