NON ANDARE VIA – Kety Franzolin

Ci presenti il suo lavoro.

“Non andare via” è un romanzo che tocca diversi generi letterari: dal fantasy al romance, al noir. È una storia ambientata ai giorni nostri, tra Stati Uniti e Europa, ed è la travagliata storia di tre personaggi, apparentemente slegati fra loro, che hanno in comune un forte legame con la protagonista, Karen: una donna fortemente ambigua, con dei segreti che gli altri personaggi dovranno decidere se condividere e accettare, oppure combattere. Segreti che spaziano in tematiche molto importanti, come il rispetto per la vita e la morte.

Quanto di lei è presente nel suo testo?

Molto. Il libro racchiude la mia passione per l’urban fantasy e la mia percezione che l’ovvio non è mai tale. Rappresenta inoltre il coronamento di un sogno: questo è stato il primissimo romanzo scritto da ragazzina ed è bello vedere come anni dopo, con le dovute modifiche e accorgimenti, sia diventato un libro pubblicato e apprezzato da tante persone. Ricordo quando l’ho scritto la prima volta: certo, era un libro sicuramente prematuro e molto diverso da adesso, ma ricordo bene l’emozione che ho provato nel concluderlo e quante aspettative avessi. Considerando quanta strada ha fatto quel libro, mi si scalda il cuore! Vorrei poter tornare nel passato e dire alla mia versione più giovane: “se non molli, questo libro verrà pubblicato sul serio!”.

Cos’è per lei la scrittura?

Tutto. Scrivo da quando ho imparato a farlo, è un’estensione del mio essere. Poco importa se si tratta di brevi post o pagine di romanzi: scrivere è il momento in cui riesco a sentirmi viva, parte del mondo. Riflette ogni mio stato d’animo, è lo specchio delle mie percezioni. Il mio stile mi identifica: semplice e diretto, ricercato solo quando è necessario. La scrittura è uno sfogo dello spirito, una pennellata di getto.

Perché ha deciso di partecipare a CasaSanremo? E che cosa si aspetta da questa partecipazione?

È un sogno che si realizza, mai avrei pensato di poter davvero parteciparvi! Casa Sanremo è una vetrina prestigiosa, di indubbio valore, seguitissima. Mi farà sicuramente crescere come artista e come persona, stimolandomi a fare sempre meglio, e spero di presentarmi al meglio al pubblico a casa. Partecipare a questo programma significa poter prendere parte anche ad altre importanti manifestazioni future e conoscere nuovi professionisti del settore. Non potevo perdere questa opportunità! Credo in quel che faccio ed essere arrivata a Casa Sanremo, io che provengo da un piccolo paese della provincia veneziana, ne è la riprova.

In questo momento storico così doloroso e difficile, qual è il ruolo che gli autori sono chiamati a svolgere?

Noi scrittori, come tutti gli artisti, siamo i testimoni della storia, siamo coloro che imprimeranno in una loro opera le paure e le speranze di quest’epoca. Io stessa, in questo periodo di pandemia, sto scrivendo un libro ambientato ai giorni nostri. Gli autori devono documentare e raccontare, mai dimenticare. Certo, è bene anche che facciano divertire e sognare, a ognuno di noi fa bene staccare la spina dalla realtà ogni tanto! Abbiamo dunque un grande compito: confortare e aiutare i nostri lettori oggi, e fargli ricordare domani, magari con un pizzico di malinconica poesia, quel che sta succedendo ora.

Ci regali un breve stralcio del suo testo.

“Nick notò distrattamente il riflesso di sé stesso nella penombra della finestra: un uomo adulto, curato, ben vestito. Un orologio al polso costoso, la cravatta annodata, scarpe di pelle. Gli occhi stanchi. Dio solo sapeva cosa avessero visto quegli occhi. Dio solo conosceva la vastità del suo dolore. “Non si uccidono gli esseri umani”, aveva scritto sul foglio. Era un pensiero ipocrita, ma era ciò che aveva bisogno di leggere la dottoressa Lane. Frasi stupide, scontate. La redenzione nel mondo perbenista funzionava così, suo padre glielo aveva spiegato bene fin dalla nascita. Nick sapeva perché aveva agito in quel modo. Era sinceramente pentito e non aveva bisogno di un’estranea per farglielo capire. Nick aveva già pagato. Era entrato in quell’inferno anni fa e da allora non ne era più uscito.”

Valeria Marzoli © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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