VIAGGIO IN CAMPANIA – Mario Esposito

Ci presenti il lavoro che la sua associazione ha presentato a CasaSanremo.

È un libro fotografico di Giuseppe Leone. Un lavoro corale, frutto di un progetto studiato nel tempo e partito da lontano. Nel 2019, infatti, nell’ambito delle iniziative collaterali del Premio “Penisola Sorrentina” istituimmo un concept di “Residenze artistiche”, diretto dall’artista di Buonalbergo Peppe Leone. Fu così che invitammo a Sorrento il fotografano ragusano di fama internazionale Giuseppe Leone, perché per una intera settimana visitasse la Campania e alcune delle sue bellezze. Fu un se promener, che poi ha avuto seguito a settembre 2021, tra luoghi celebri e piccoli borghi della nostra regione: Sorrento, Napoli, Salerno, Pompei, Paestum, Buonalbergo, Teggiano, Benevento fino all’Isola di Procida che quest’anno è la Capitale Italiana della Cultura. È un viaggio per immagini sulle orme dell’antico “Grand Tour”. 

Perché avete deciso di partecipare a CasaSanremo?

Giuseppe Leone

Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo costituisce uno degli appuntamenti culturali, televisivi e spettacolari più famosi in Italia. Casa Sanremo è l’area hospitality di questa prestigiosissima rassegna. “La casa” appunto degli addetti ai lavori del Festival della Canzone Italiana che guarda alla cultura e alla eccellenza del Paese. Presentare la Campania, la sinfonia delle sue immagini, la colonna sonora della sua bellezza ci è sembrato un modo innovativo di declinare la mission di promozione del territorio che da ventisette anni ormai con il Premio Penisola Sorrentina stiamo portando avanti. In più per noi è un ritorno in Liguria, dove negli anni abbiamo costruito iniziative culturali in sinergia con sigle importanti come Genova2004, Palazzo Meridiana di Genova, Zeffirino, Accademia Ligustica solo per citarne alcune.  

E che cosa vi aspettate da questa partecipazione?

L’immersione in un mondo nuovo, diverso, che in questi anni difficili che stiamo vivendo a causa della pandemia covid-19 sappia fermarsi, riflettere, fare squadra, proporre rete e soluzioni innovative per creare progettualità diffuse sul territorio italiano. La coesione sociale, economica, territoriale, politica penso debba partire prioritariamente dalla Cultura, intesa come un modo speciale, quasi anarchico, di sentire il mondo, di avvertire il flusso della propria presenza e delle relazioni con l’ambiente circostante. Un modo forse utopistico ma necessario se si intende costruire un futuro che sia ancor più democratico e civile.

Mario Esposito

Descriva il testo con tre aggettivi.

Bello, buono, vero. Utilizzo una trilogia di matrice ontologico- platonica. Il libro è un viaggio per immagini fotografiche nella Campania, ma di fatto è il viaggio in un Sud che è anzitutto una categoria dello spirito. È un itinerario verso la conoscenza, verso la bellezza nascosta non a tutti percepibile, che l’occhio del maestro siciliano del bianco e nero riesce a restituire in quanto egli è un “bracconiere di epifanie”, come lo definisce nella introduzione al volume Concetto Prestifilippo. Un testo in cui lo scrittore ricostruisce il “viaggio” umano ed artistico del maestro Leone, a partire dal lungo sodalizio avuto con Leonardo Sciascia.  “Viaggio in Campania” dunque è una scoperta, che si fa conoscenza e che diventa coscienza. Buono, vero e bello sono proprio gli attributi primi di questa coscienza ovvero il risultato di un metodo e di un processo culturale per niente scontato. 

In questo momento storico così doloroso e difficile, qual è il ruolo che gli autori sono chiamati a svolgere?

Penso che sia un ruolo determinante. Gli autori sono sentinelle del tempo presente e futuro. Ruolo degli autori è quello di regalare iniezioni di speranza, portare luce in un labirinto in cui siamo precipitati che sta mettendo a durissima prova i rapporti umani, sta sfibrando le relazioni, logorando gli apparti economici. Compito dell’artista è quello di essere testimone, ma anche profeta. L’autore è una specie di guaritore ferito di un “malheur” che oltre che fisico sta diventando morale e sociale. Ben vengano quindi le iniziative culturali a ricordarci l’umanità e la possibilità del dopo e dell’oltre il Covid.   

Ci regali un breve stralcio del testo che la sua Associazione presenta.

I brani del volume sono fotografici. Ad accompagnare le immagini ci sono dei testi introduttivi di Concetto Prestifilippo, di Peppe Leone e del sottoscritto. Desidero però condividere con voi quanto evidenzia nella prefazione istituzionale Mario Casillo, consigliere delegato alle ITC della Regione Campania, che ha sostenuto il progetto editoriale: “Occorre intercettare un nuovo modo di fruire il patrimonio mettendo il visitatore al centro di tale spazio come protagonista del racconto a vantaggio della conoscenza, della fruizione, della partecipazione. Esperienze come quelle raccontate in questo bellissimo e prestigiosissimo volume fotografico mettono in evidenza quanto sia fondamentale veicolare e valorizzare in modo rivoluzionario l’intero patrimonio artistico culturale di un territorio, declinandolo in maniera capillare e garantendone la fruizione ad un bacino di utenti potenzialmente mondiale”.

Valeria Marzoli © Copyright Backstage Press. All Rights Reserved

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